Arbitro Bancario Finanziario: ultime tematiche

L’ARBITRO BANCARIO FINANZARIO

Nel 2009 la Banca d’Italia ha istituito l’Arbitro Bancario Finanziario in attuazione dell’art. 128-bis del D.lgs. 385/1993 (TUB) - introdotto dalla L. 262/2005 recante disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari - il quale ha previsto che nel settore bancario e finanziario operino sistemi stragiudiziali di risoluzione delle controversie alternativi rispetto alla giustizia ordinaria.

L’ABF è un sistema stragiudiziale di risoluzione delle controversie di tipo decisorio ed è uno  strumento di tutela diretta per i clienti per le controversie di valore contenuto.

Le pronunce dell’Arbitro non sono sentenze e non vincolano giuridicamente né il cliente né l’intermediario, lasciando ferma per entrambi la possibilità di rimettere la controversia all’esame del giudice civile, ma nel caso in cui l’intermediario rifiuti di dare esecuzione a quanto stabilito ,  è prevista la pubblicazione sul sito internet dell’ABF della notizia del suo inadempimento (con un relativo danno reputazionale)

Il ricorso all'ABF è  necessario per chi intende iniziare una causa civile che deve prima fare un tentativo di mediazione (D.lgs. 28/2010 e successive modifiche) 

Il procedimento dinanzi all’Arbitro non prevede mezzi di impugnazione della decisione. Le parti non possono fare ricorso: è possibile chiedere solamente la correzione della decisione se si sono verificate omissioni o errori materiali o di calcolo.

L’ABF è competente solo per i ricorsi in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari e servizi di pagamento; non è invece competente  su controversie attinenti a prodotti, servizi e attività con finalità di investimento ( ad esempio nel caso delle obbligazioni ordinarie o subordinate)

I sistemi ADR : Alternative Dispute Resolution ovvero il contenimento del carico giudiziario

I sistemi ADR costituiscono un sistema con i quali le parti in lite si rivolgono a uno o più terzi neutrali che possano aiutarle a gestire una situazione di contenzioso.
A differenza del giudice, però, tali soggetti terzi neutrali sono privati permettendo quindi  flessibilità e velocità nella valutazione.

Il D.lgs. 130/2015, recante modifiche al Codice del consumo ha dato attuazione in Italia alla direttiva UE/2013/11 sui sistemi ADR.
Il decreto legislativo ha indiciato i requisiti di stabilità, efficienza, imparzialità e tendenziale non onerosità per il consumatore che gli organismi ADR sono tenuti a rispettare, secondo quanto previsto dalla direttiva, affidandone il monitoraggio alle autorità nazionali competenti (ANC) appositamente individuate nei diversi settori di competenza.

I sistemi ADR sono:
• AGGIUDICATIVO:  in cui il terzo neutrale fornisce alle parti una valutazione della situazione, vincolante (arbitrato) o non vincolante (expertise);
•NEGOZIALE (mediazione facilitativa) in cui il terzo neutrale facilita il negoziato  fra le parti

ARBITRATO : nell'arbitrato la decisione degli arbitri, anche se  emessa da soggetti privati,  è vincolante (come quella di un tribunale) 

MINI - TRIAL : è una simulazione sommaria di procedimento giudiziario allo scopo di valutare gli esiti di una reale controversia. Viene svolta tramite giuristi esperti e rappresentanti delle parti in lite.

EXPERTISE :  a cura di un esperto che si occupa di raccogliere informazioni e dati per un eventuale negoziato;

FACILITATION:  è un procedimento in cui un terzo è  chiamato a facilitare il negoziato, o comunque la comunicazione fra le parti;

MEDIAZIONE: è il procedimento nel quale il terzo neutrale interviene nel conflitto senza poteri decisori.  L'obiettivo del mediatore è quello di  identificare il modo migliore di gestire il conflitto permettendo a ciascuna parte coinvolta di raggiungere una maggiore consapevolezza della situazione di migliorare la qualità dell'interazione con l'altra parte.

CHI È TENUTO AD ADERIRE ALL'ABF

Tutti gli intermediari iscritti negli albi e negli elenchi tenuti dalla Banca d’Italia sono obbligati ad aderire al sistema ABF.

L’obbligo di adesione riguarda le banche, gli intermediari finanziari, gli istituti di pagamento, gli istituti di moneta elettronica, le  Poste Italiane spa e i confidi.
L’adesione è condizione indispensabile per l’esercizio dell’attività bancaria e finanziaria.

L’Arbitro può decidere sulle controversie riguardanti l’accertamento di diritti, obblighi e facoltà, indipendentemente dal valore del rapporto al quale si riferiscono. Se la richiesta del ricorrente attiene alla corresponsione di una somma di denaro a qualunque titolo, la controversia rientra nella competenza dell’ABF a condizione che l’importo richiesto non sia superiore a 100.000 euro.

Le controversie che affluiscono all’Arbitro sono rimesse ad organo deliberante articolato in tre Collegi (Milano, Roma e Napoli), la cui competenza è determinata sulla base del domicilio del ricorrente.

Ciascun Collegio è composto da cinque membri nominati dalla Banca d’Italia, di cui tre (tra i quali il Presidente) scelti dalla Banca d'Italia e due designati dalle associazioni rappresentativedegli intermediari e dei clienti consumatori.

Il termine per la definizione dei ricorsi  è fissato dalla normativa in complessivi 105 giorni,

di cui 45 riconosciuti all’intermediario per presentare le proprie controdeduzioni

e 60 per assumere la decisione, fatti salvi eventuali periodi di sospensione.

Altri 30 giorni sono previsti per comunicare alle parti la pronuncia completa di motivazione.

Dal 2012 è operativo il Collegio di coordinamento che ha l’obiettivo di favorire una maggiore uniformità tra gli orientamenti dei Collegi. L’organo è composto dai Presidenti dei Collegi territoriali e da due membri rappresentativi degli intermediari e dei clienti estratti annualmente a sorte. Le funzioni di Presidente sono svolte dal più anziano tra i Presidenti dei singoli Collegi.

A supporto delil funzionamento dei Collegi ABF sono assegnati delle Segreterie tecniche, strutture composte da dipendenti della Banca d’Italia e istituite presso le Sedi di Milano, Roma e Napoli.

LA PRESENTAZIONE DEL RICORSO

È possibile ricorrere all’Arbitro solo dopo aver inoltrato un reclamo scritto all’intermediario, il quale è tenuto a rispondere entro 30 giorni.

In mancanza di risposta o se quest’ultima non è considerata soddisfacente il cliente può rivolgersi all’ABF entro un anno dalla presentazione del reclamo.

Non è necessaria l’assistenza di un avvocato.

La procedura inizia con la presentazione del ricorso mediante la compilazione di un modulo nel quale il cliente espone i termini della questione e la propria richiesta, allegando i documenti necessari alla decisione.

LE DECISIONI DEI COLLEGI: LE PRINCIPALI TEMATICHE AFFRONTATE

IL CONTO CORRENTE

L'intermediario non ha l'obbligo di aprire un conto corrente o di instaurare qualsiasi rapporto contrattuale.  Tale decisione attiene infatti alla valutazione del merito creditizio della clientela e costituisce una prerogativa della banca che, nell’esercizio dei propri poteri discrezionali, decide se perfezionare o meno il contratto. (DECISIONE 2363/2015)

La banca che vanta un credito nei confronti non può procedere alla vendita di titoli del cliente per compensare il proprio credito. La Banca può solo rifiutarsi di trasferire i titoli presso altri intermediari se il correntista non estingue il debito , ma non può vendere autonomamente i titoli (DECISIONE 5146/2015)

I clienti hanno la possibilità di controllare l’andamento del rapporto e, in particolare, di accedere alla documentazione bancaria. La normativa riconosce ai clienti il diritto di ottenere copia della documentazione delle operazioni bancarie, purché tali operazioni siano avvenute negli ultimi dieci anni; il cliente è tenuto a corrispondere all’intermediario il costo di produzione. In un caso in cui una parte delle operazioni oggetto di richiesta erano state effettuate oltre il termine decennale, il Collegio ha affermato che l’intermediario non può addebitare nessun costo per la ricerca della documentazione, se questa non viene poi reperita e consegnata al richiedente. (DECISIONE 6243/2015)

I costi addebitati al cliente per ottenere la documentazione bancaria devono essere effettivamente collegati alle spese vive che la banca è costretta ad affrontare per la ricerca e la produzione della documentazione e non ad una spesa fissa predeterminata (DECISIONE 3759/2015)

I MUTUI E GLI ALTRI FINANZIAMENTI

Non esiste l'obbligo di erogazione del credito in capo agli intermediari: nell’attività di concessione del credito la banca esplica la propria autonomia imprenditoriale. 
Allo stesso modo non sussiste l'obbligo di rinegoziazione dei contratti di finanziamento: la possibilità di rivedere le condizioni contrattuali pattuite rientra nell’autonomia delle parti e richiede il consenso di entrambe. Quindi la banca non è costretta ad aumentare la dilazione di un prestito per abbassare le rate nel caso in cui il cliente abbia delle difficoltà economiche. (DECISIONE 626/2015).

Il Collegio si è occupato della moratoria dei mutui prevista dalla legge in favore delle popolazioni colpite dal sisma in  Emilia-Romagna, stabilendo che il mutuatario è tenuto a pagare gli interessi sul solo ammontare delle rate sospese e non sull’intero capitale residuo, per una durata corrispondente al periodo di sospensione. (DECISIONE 5863/2015)

IL CREDITO AI CONSUMATORI E CESSIONE DEL QUINTO

L’Arbitro ha riconosciuto la natura vessatoria (e la conseguente nullità) della clausola contrattuale intesa a vincolare il trattamento di fine rapporto (TFR) a garanzia del finanziamento, imponendo al cliente l’impegno a non richiedere anticipazioni sul trattamento di fine rapporto fino al completo rimborso del credito. La previsione di una garanzia sul TFR può essere consentita, ad avviso del Collegio, purché non estesa all’intero ammontare del TFR stesso ma corrispondente a un importo pari al solo debito residuo. (DECISIONE 8216/2015)

In materia di estinzione anticipata di un finanziamento  l’ABF ha ribadito che il cliente non ha diritto di pretendere la restituzione delle commissioni corrisposte per la stipula del contratto oppure per un’attività della banca già svolta ed esaurita; dovranno invece essere restituite al cliente tutte le voci di spesa che maturano nel tempo, in misura proporzionale alla durata residua o alle rate residue del finanziamento (art.125-sexies TUB)

 L’ANATOCISMO BANCARIO

l’ABF si è espresso con decisione  affermando l’intervenuta immediata abrogazione dell’anatocismo bancario. Ad avviso del Collegio il divieto di applicazione di interessi anatocistici doveva ritenersi immediatamente operante (con decorrenza dal 1° gennaio 2014) (DECISIONE 7854/2015)

LE COMMISSIONI DI AFFIDAMENTO

Quando è già stata prevista una commissione per la messa a disposizione fondi, non possono essere applicate altre commissioni, come la commissione di massimo scoperto, finalizzate a remunerare, direttamente o indirettamente, la disponibilità delle somme.

È illegittima anche l’applicazione di commissioni ulteriori volte a coprire i costi connessi con la fase istruttoria del finanziamento, come la commissione istruttoria fidi. Le commissioni volte a remunerare i costi di gestione dello sconfinamento, come la commissione di sconfinamento, non possono essere calcolate a prescindere dalla durata dello sconfinamento stesso e non possono essere applicate contestualmente alla commissione per la messa a disposizione fondi, che ha già carattere onnicomprensivo. 

L’Arbitro ha ricordato che la commissione di istruttoria veloce (CIV) non ha natura risarcitoria, assimilabile a una penale, ma è finalizzata a remunerare l’intermediario dei costi sostenuti per le attività di verifica circa la meritevolezza di credito del cliente, al fine di consentirgli di operare oltre il fido accordato o in assenza dello stesso. La prova di aver effettivamente svolto l’istruttoria veloce per ogni singola applicazione della CIV e di averne parametrato l’importo ai costi medi a tale titolo sostenuti incombe sulla banca. (DECISIONE 5868/2015)

 

LO IUS VARIANDI

L’Arbitro ha ribadito che è inefficace la proposta unilaterale motivata dall’intermediario in modo generico: il cliente ha diritto di valutare la congruità della proposta. La motivazione deve quindi essere sufficientemente chiara nello specificare fatti ed effetti degli eventi contemplati. Non è quindi considerata accettabile come motivazione un generico "deteriorarsi dello scenario macroeconomico e al mutato contesto di mercato".(DECISIONE 3724/2015)

 

LA DISCIPLINA IN MATERIA DI USURA

L’ABF ha ribadito che, al fine di determinare il superamento delle soglie di usura, gli interessi corrispettivi non devono essere sommati a quelli di mora, in quanto interessi di differente natura, con proprie modalità di computo e di applicazione.(DECISIONE 5846/2015)

In un’altra decisione l’ABF ha ribadito che le spese dovute per l’estinzione del rapporto non rientrano nel calcolo del  tasso effettivo globale (TEG)  in quanto si tratta di costi eventuali. Al contrario vanno incluse nel TEG le spese di assicurazione intese a garantire il rimborso totale o parziale del credito. (DECISIONE 7086/2015)

 

I SERVIZI DI PAGAMENTO

Gli intermediari devono applicare un sistema di sicurezza in linea con gli standard più elevati di protezione. In caso in di prelievo fraudolento di somme l’ABF può condannare l’intermediario alla restituzione della somma sottratta. (DECISIONE 5769/2015)

 

 

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Autore: Max Pinzuti

Tel: 328 2354171

mail: info@emmepifinanziamenti.it

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